La riunione del 30 agosto u.s. si è conclusa con un nulla di fatto. La Cgil, infatti, nonostante abbia ritenuto di indire le elezioni delle R.S.U. in modo disgiunto, nonostante abbia ventilato il ricorso alla magistratura per la tutela dei propri diritti, ieri non è riuscita ad ottenere la formulazione di un calendario utile volto ad espletare le elezioni entro il 30 novembre 2010.
L’agenzia negoziale Aran ha dovuto prendere atto – proprio malgrado – che vi sono posizioni sostanzialmente differenti in ordine all’effettuazione delle elezioni. Se da una parte tutte le organizzazioni che siedono al tavolo hanno dichiarato di volere le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori, dall’altra, le medesime organizzazioni si dividono fra quelle che ritengono le elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie un momento disgiunto dal contesto normativo nazionale pur influendo sulla rappresentatività e, quindi, sulla contrattazione nazionale e quelle che ritengono che le elezioni delle RSU, avendo una valenza nazionale che travalica la mera elezione dei rappresentanti dei luoghi di lavoro, debbano essere effettuate in condizioni di piena ed effettiva esigibilità di tutte le valenze che alle stesse consultazioni elettorali sono state date dalla legge.
La situazione è complicata: le norme che si sono succedute nel tempo, infatti, hanno determinato una incertezza rispetto all’effettiva possibilità di effettuare le elezioni in assenza della ridefinizione dei comparti ed aree di contrattazione previsti dal decreto legislativo n. 150 (la c.d. riforma Brunetta) che ha sostanzialmente modificato il decreto legislativo n. 165 del 2001 proprio nelle parti relative alla contrattazione nazionale ed integrativa ed alle prerogative sindacali nei luoghi di lavoro. Modifiche legislative così significative che probabilmente comporteranno anche l’aggiornamento del regolamento elettorale sancito con accordo nel lontano agosto del 1998.
Non ci si deve dimenticare infatti che, in base al disposto del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, le consultazioni elettorali per le rappresentanze sindacali unitarie hanno valenza sia a carattere locale che a carattere nazionale sulle prerogative sindacali relativamente alla contrattazione nazionale ed integrativa (la cosiddetta maggiore rappresentatività e la conseguente ammissione al tavolo negoziale) ma anche e soprattutto le stesse hanno implicazione sulla distribuzione delle libertà ed in particolare sulla distribuzione di permessi, distacchi e aspettative sindacali.
La situazione quindi è in stallo: le elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie possono considerarsi già indette, e quindi immediatamente effettuabili nel primo periodo utile, ma secondo l’interpretazione prevalente le stesse però non possono essere messe in calendario se prima non è stato sancito l’accordo per la riduzione e la definizione dei nuovi comparti nazionali di contrattazione e delle relative aree dirigenziali (che, ricordiamo, la legge ha fissato in un numero massimo di quattro). Proprio sulla questione delle aree dirigenziali e la necessità di chiarire l’applicazione delle norme sulla rappresentatività e sulla distribuzione delle relative prerogative sindacali in assenza delle relative elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie nelle aree dirigenziali di contrattazione la confederazione USAE ha proposto uno specifico quesito all’agenzia Aran (ma anche alla confederazione Cgil in quanto promotrice dell’azione) a cui non ha ottenuto risposta. Risposta che sarà sollecitata anche alla prossima riunione (all’odg. la definizione dei nuovi comparti nazionali di contrattazione e delle relative aree dirigenziali) già convocata per martedì 7 settembre 2010.
La Sgreteria
 
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