Chi tace non acconsente. Semplicemente non desidera confondere le responsabilità esprimendo ora delle opinioni che non sono state richieste a tempo debito: quando cioè vi era una trattativa, che poi è divenuta una concertazione, che poi è diventata una consultazione. Non si vuole cioè che vi siano dubbi circa la responsabilità politica di ciò che succederà e del fatto che questa responsabilità se la sono assunta in toto CGIL-CISL e UIL che stavano al tavolo e quindi al gioco; e questo anche se ora gli stessi cercano di smarcarsi con dichiarazioni di vario tipo.

E poiché tutto il resto del provvedimento è – per ammissione dei ministri interessati – una bilanciatura della nuova conformazione della flessibilità in uscita (cioè della nuova formulazione dell’art. 18) non possiamo che valutare l’insieme del provvedimento e, in questa logica, esprimere la nostra contrarietà.

Siamo contrari prima di tutto per il metodo. Ma esprimiamo forti riserve anche nel merito. E’ un provvedimento che non crea nuovi posti di lavoro – almeno in questo lustro – e che rischia di creare nuove precarietà in una fascia di età che una volta definivamo “vicina alla pensione” ma che, con le recenti riforme, tanto vicina a quel giorno non lo è più; ma che oggi rischia di essere espulsa per sempre dal mercato del lavoro. Ma siamo contrari alla formulazione attuale anche e soprattutto perché non c’è traccia, in esso, di politica industriale per il paese. Lo avevamo detto: ci vogliono spremere come limoni. E già lo stanno facendo. In nome del debito, si premiano le banche (che con le speculazioni lo hanno aggravato) e si tassano i lavoratori. E ora che anche la patrimoniale ricade sempre sugli stessi chi l’ha invocata a gran voce che cosa avrà il coraggio di inventarsi ?

La nostra proposta era ed è chiara: diminuzione delle tasse su lavoro e pensioni con la tassazione massima al livello delle rendite finanziarie. E abolizione del sostituto di imposta per fare sì che tutti i cittadini siano uguali di fronte al fisco.

Ma questa è una strada difficile da percorrere. Molto più facile continuare a mungere la mucca (cioè i lavoratori) e spostare la discussione su qualcosa d’altro appunto: il mercato del lavoro. Con buona pace di CGIL-CISL e UIL che – ripetiamo – stavano al tavolo e quindi al gioco.

La Segreteria.

Senza categoria